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°° 20 Settembre 2012 : Green Hill è finalmente vuoto °°

Questa foto ritrae uno dei 70 cuccioli di Beagle liberati il 28 aprile 2012.
Quest’anno è stato palcoscenico di una tragedia tutta italiana che ha avuto un diverso finale.
I cani reclusi all’interno dell’allevamento lager sarcasticamente chiamato dai proprietari “Green Hill” finalmente sono stati TUTTI liberati.
Circa 3000 innocenti allontanati da un inferno racchiuso in 4 mura.
Salvati da torture atroci e morte.

Ringrazio i ragazzi che il 28 aprile hanno violato l’accesso a questa struttura dell’orrore.
Ringrazio tutte le persone che sono scese nelle piazze a protestare contro gli abomini commessi nei confronti degli animali.
Vorrei ringraziarvi uno per uno per aver dato la possibilità a questi animali di poter vivere una vita felice e per aver urlato a tutti l’indignazione.

Green Hill oggi è vuoto.
I cuori di questi cagnolini, pieni di amore grazie alle famiglie adottive.

Ma la vivisezione non è finita.
Ci sono altri innocenti da liberare.

Uniti, tutti insieme, porteremo via anche le scimmie, le cavie, i topi, i gatti, i ratti, i conigli… segregati nei laboratori per essere tormentati da persone senz’anima né dignità.
Debelleremo la schiavitù animale.
A qualsiasi costo!

°° Willy Wonka Vegan Edition °°

Quante volte abbiamo sentito e dovuto rispondere alle solite, stupide domande che ci vengono poste dai non vegani?
Immaginiamo come avrebbe risposto
il cioccolataio più famoso del mondo.. Willy Wonka.
Facciamoci su due risate!

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Trovate tutte le altre immagini di Willy Wonka Vegan Edition nella pagina ufficiale °° Il Mondo degli Animali °° su Facebook, dove potrete condividerle sui vostri profili.

°° Bambini sempre più coinvolti in spot pubblicitari assassini °°

Bastano soltanto 5 minuti spesi a guardare la tv per notare quante pubblicità ingannevoli vengano messe in onda quotidianamente. E quante di esse abbiano come protagonisti i bambini.

I bambini infatti, vengono usati per sponsorizzare il prodotto al meglio, per rendere la pubblicità “carina” da vedere ogni volta e soprattutto per spingere altri infanti ad emulare ciò che viene fatto vedere in quei 30secondi pubblicitari.

Prendiamo per esempio, una delle pubblicità che più non riesco a tollerare..

Quella della Findus e del suo Capitano.

Cosa percepisce un bambino, o le persona in generale, quando ai bimbi in pubblicità viene fatto dire “Il Capitano ci ha insegnato.. bla bla bla bla” ? Il messaggio che passa, è quello che i bastoncini di merluzzo sono cibo affidabile da dare a cena ai propri figli, e questi ultimi in prima persona rimangono affascinati dal prodotto sponsorizzato rimanendo con il desiderio di provarlo. Ciò che il Capitano “non ha insegnato” però, e che dovrebbe ben sapere, è che dietro a quella forma rettangolare impanata c’è un abisso di sofferenza che porta alla morte. Sofferenza che viene nascosta, non resa nota, perchè tanto degli animali e della loro esistenza (incluso il diritto alla vita) non interessa ai tanti consumatori ignoranti.

Ciò che il Capitano non sa, e che dovrebbe sapere, è che anche i merluzzi hanno il diritto alla vita. Come gli umani, hanno il diritto di poter nascere, vivere liberamente. Solo perchè fisicamente diversi da noi,non ci si può permettere di appellare degli esseri viventi “cibo” trasformando il loro essere in futili bastoncini da friggere in padella. Se ai bambini venissero mostrati i metodi di pesca, gli interminabili istanti di panico,terrore e sofferenza che precedono la morte di queste vittime innocenti, sono sicura che non vorrebbero mai mangiare i bastoncini Findus.

Cosa dire della Simmenthal?

Fino a pochi anni fa nella pubblicità della Simmenthal c’era un tripudio di colori, fiori, sorrisi e una bambina che colorava. Quest’anno invece ci può allietare una famigliola che pranza insieme in terrazza. Ok, ma mi domando: Cosa c’entrano i colori viola,rosa,arancio,giallo quando l’unico colore che determina la Simmenthal è il rosso del sangue versato dalle mucche?

Stessa cosa: Se i bambini sapessero come vengono trucidate le povere mucche, e che quella morbida gelatina contenuta nella scatoletta è fatta con le loro ossa e tessuti connettivi, preferirebbero mangiare piuttosto una mela!. Ah, vorrei aggiungere che la qualità della Simmenthal è pari a quella di carne in scatola per gatti venduta nei peggiori discount. Definizione data da un esperto veterinario. Ora che lo sapete, rifletteteci. Poi, la salute è vostra. E la coscienza anche.

Vogliamo parlare di stracchino volante? No.. su questo ci stendo un velo pietoso.

Forse forse nemmeno i bimbi rimangono affascinati. Anzi,credo proprio che pensino a ciò che è facile pensare: “che cazzata di pubblicità!”.

E’ Quello della Lola? Non ci interessa se è di Lola, Ermengarda, Isotta o Bernadette. Il latte delle mucche E’ DEI PROPRI CUCCIOLI E BASTA. Anche nella pubblicità della Granarolo si usa la figura di un cucciolo d’uomo per spingere madri (poco educative) e pargoli a simpatizzare con questo marchio. Pubblicità del tutto ingannevole perchè le mucche non sono tenute in condizioni igieniche ottimali,non sono al pascolo nel verde, non sono libere e NON SONO FELICI! La “Lola” purtroppo non è una sola che fornisce miliardi di litri all’anno di latte per tutti i poveracci onnivori in Italia. Esistono migliaia di “Lole”, intrappolate in capanni fatiscenti, ammassate li, LEGATE, ingravidate artificialmente (ma pensate se fosse fatto a voi donne certe cose!!!) , fatte partorire e private dei loro cuccioli e munte fino all’estremo, per cinque anni, prima di finire al macello. Tutto questo è disumano. Perchè l’uomo non ha bisogno di rubare il latte ai cuccioli di altre donne dato che non ne necessita. Anche qui, se i bambini sapessero da subito che il latte che bevono al mattino con i cereali è stato negato ad un vitellino che invece è stato macellato a soli 3 mesi di vita, credo chiederebbero alle madri di bere del thè caldo.

Bambini, aprite gli occhi. Molti di voi sono più sensibili dei propri genitori. E ai genitori cosa dire? Usate il cervello.

°° Maltrattamento di animali acquatici nei supermercati Coop°°

C’è un momento in cui si può parlare delle cose positive dei supermercati Coop: il loro ampliare prodotti per l’alimentazione vegetariana, il loro interessamento per la tutela dell’ambiente e tanto altro. Arriva però anche il momento di mettere in luce i fattori negativi, quelli di cui non se ne parla mai o se ne parla troppo poco. Oggi pomeriggio mentre facevo acquisti in uno dei  supermercati Coop per l’appunto, ho speso qualche decina di minuti ad osservare nel reparto pescheria (o assassineria?) quei poveri animali distesi morti su un letto di ghiaccio con gli occhi ormai spenti. L’angoscia mi è aumentata nel vedere le anguille vive, segregate in un acquario, strette tra loro, intente a muoversi cercando una via d’uscita, come i compagni di disavventura granchi, anch’essi che si muovevano con le chele legate. La rabbia è salita quando, tra gli animali vivi esposti, ho constatato che alcuni di essi stavano morendo. Il mio sguardo è passato dai disumani in fila con quel cazzo di numerino azzurro in attesa di acquistare cadaveri marini, all’addetto della pescheria intento a togliere le squame ad un pesce per venderlo poi a due cinesi. “Non vedete che alcune anguille stanno morendo?” ho chiesto. L’uomo mi ha guardato senza rispondere, evidentemente non era una domanda che avrebbe potuto sentire ogni giorno.”Non gli date da mangiare?” ribadisco con più insistenza. Stavolta l’addetto risponde. “Non gli si può dare da mangiare”. Non ho avuto il tempo nemmeno di contare fino a dieci, che la mia intolleranza animalista ha preso il sopravvento. “E così questi animali devono stare rinchiusi qua ammassati e senza cibo, a soffrire, attendendo che qualche assassino se li porti a casa per finirli completamente?”. Silenzio di tomba tra gli interlocutori. “E lei signora, non pensa che questi esseri viventi ormai morti che attende di comprare, abbiano sofferto tanto? Soffrono come noi” dico a una vecchina col numero in mano che annuisce in silenzio. “E’ uno schifo”. Mi allontano sconcertata. Piena di rabbia. Possibile che nel 2011 si debba ancora ricorrere all’uccisione degli altri animali che popolano il pianeta per vivere?Ritornando alla prerogativa di alcuni supermercati tipo Coop di vendere animali vivi (se resistono senza cibo).. tutto questo può determinare un maltrattamento animale.

Il maltrattamento di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale: 1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Credo che catturare animali acquatici, trasportarli in containers in giro per l’Italia, venderli ai supermercati lasciandoli giorni interi in acquari SENZA CIBO determini molta sofferenza per questi esseri viventi infrangendo dunque il diritto di esistenza. Sofferenza che andrebbe annullata. Perchè siamo esseri umani, non bestie.

Mi rivolgo alle associazioni animaliste: cercate di fare qualcosa, una petizione, una campagna, una ribellione, per fermare tutto questo! Gli animalisti collaboreranno tutti.

Mi rivolgo ai Supermercati Coop: trattate meglio i barattoli di pelati a 99 centesimi che gli esseri viventi che vendete come schiavi..    “La coop sei tu”. No, la coop non sono io perchè io i pesci li voglio VIVI nel loro habitat.

E mi rivolgo anche a chi, in pescheria ci va per comprare i miei fratelli animali, vivi , morenti o morti che siano: vergognatevi, siete lo scempio della sensibilità umana!!!

Segui la protesta mail verso Coop attivata su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=136733823070214

°° Incoerenza Animalista targata PeTA °°

http://www.fashiontimes.it/wp-content/uploads/2011/05/05-elisabetta-canalis-nuda.jpgDi solito non ho mai il motivo per criticare le associazioni animaliste, e questo indica il loro corretto funzionamento. Stavolta però, qualcosa da dire c’è. Riguardo la scelta di una testimonial made in Italy per la nuova campagna animalista PeTA ( People for Ethical Treatment of Animals, inglese). Quest’organizzazione infatti ha scelto Elisabetta Canalis (o meglio,ha scelto il corpo della compagna di George Clooney) per posare senza veli a favore della campagna animalista contro l’uccisione di animali per produrre pellicce. In un’intervista la Canalis (in lingua inglese) spiega che ha deciso di posare nuda a favore degli animali perchè trova ingiusto che vengano uccisi per peodurre con i loro resti cappotti e bordi in pelliccia. Dice di aver visto un documentario sulla loro uccisione e di esser rimasta colpita, scioccata e di essersi promessa di non indossare mai nella sua vita una pelliccia. Dichiara che questa campagna è stato il miglior motivo per essersi spogliata in vita sua, e quindi di esser fiera di se stessa.

Trovate il video dell’intervista a questo link: http://youtu.be/yQe8JgRM45Y

Precisiamo. Elisabetta ha detto di non voler indossare pellicce…

http://static.blogo.it/fashionblog/elisabetta-canalis-04/ElisabettaCanalis.jpg

E questo morbido coprispalle cos’è? Di cosa sarà fatto? Non sembra Juta!

http://sbarellababyanimals.files.wordpress.com/2011/05/times2bbfi2blondon2bfilm2bfestival2bmen2bstare2bgoats2bv5qkfktlpdhl.jpg?w=186

Oh ma certo! Di sicuro la pelliccia indossata sul red Carpet sarà sintetica!

Queste sono due delle POCHE immagini di Elisabetta Canalis in pelliccia che si possono ritrovare in web. Sono sicura che tante altre siano state cancellate o comunque rimosse per non danneggiare la sua neo immagine di beniamina animalista.

Possiamo anche pensare che le persone da un momento all’altro possano cambiare, ma sinceramente l’incoerenza della Canalis è disarmante. Di solito chi ha degli ideali e dei principi ben saldi li ha da subito e li conserva nel tempo. Chissà che non sia questa una trovata pubblicitaria. Ci stupiamo anche dell’associazione PeTA stessa. Ci aveva abituato a testimonial vegan, vegetariani e DAVVERO animalisti (tipo Natalie Portman, che ha fatto creare una linea di scarpe vegan a DIOR se la volevanocome testimonial di Miss Dior Cherie, questa si che è coerenza). Ma la Canalis? Cos’è? Indossava pellicce, e pochi mesi fa aveva dichiarato a Cosmopolitan “Adoro gli animali,ma non potrei mai rinunciare ad una bistecca”.

PeTA, hai fatto un buco nell’acqua.

°° Pesca Sportiva: Una tortura chiamata SPORT °°

  Prendete un gancio metallico e fate un foro nella vostra bocca nel palato fino a farlo arivare alla bocca a sfiorare il naso dall’interno. Poi immergete la faccia in acqua e attendete senza respirare. Sentirete la gola bruciare per la ferita, mentre il battito cardiaco aumenta frenetico a causa dell’assenza di ossigeno nei polmoni e quindi nel sangue. Piacevole. Cos’è, masochismo? No. E’ ciò che avverrebbe riportato al caso umano ad un pesce appena catturato da un lago.

Questo è ciò che prova un pesce non appena abboccato all’amo al quale è stato messo per inganno del cibo, metre viene tirato fuori con la forza dall’acqua. Momenti di terrore, disorientamento, paura, sofferenza, angoscia. Momenti che sembrano eterni mentre l’ossigeno non arriva più ai muscoli per via dell’assenza d’acqua. Minuti interi di agonia nel quale cerca di dibattersi per liberarsi dalla stretta di chi ci vuole togliere la vita. Nelle mani di chi ci tiene per esser poi maneggiati con poca cura, sbattuti a terra e FORSE rigettati in acqua mezzo storditi con una profonda ferita alla bocca. Tutto questo avviene ad opera di un’ altra specie animale chiamata UMANA, nel cui proprio tempo libero spesso non sa come altro modo divertirsi se non maltrattare gli esseri viventi che lo circondano.

Tutto questo, appunto, per DIVERTIMENTO.

Come si può infliggere una sofferenza così grande ad un essere senziente come lo siamo noi, che vive, respira, mangia, soffre, ama come noi? Solo perchè non abbiamo di meglio da fare? La pesca non è uno sport. Lo sport coinvolge il corpo umano in positivo e mira ad un suo miglioramento. Maltrattare animali non comporta nessun potenziamento fisico se non il regresso neanderthalense mentale di chi compie tali atti.

  Ciò che reputo più spregevole, sono i “bravi padri di famiglia” che portano i propri pargoli a pescare. Che genitori esemplari, quelli che insegnano alle giovani vite come uccidere o traumatizzare quella degli altri.

Smettiamo di chiamare la pesca SPORT. Altro non è che maltrattamento inutile, crudele e schifoso. Quella a scopo “alimentare” poi è ASSASSINIO PURO di  vittime silenziose !

  

Nei loro occhi il dolore di vedersi la propria esistenza NEGATA.

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