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Fermiamo la strage delle volpi a Rovigo 

Cara Socia, Caro Socio,

da mesi la LAV sta combattendo una battaglia con la Provincia di Rovigo, per riuscire a salvare la vita di centinaia di volpi destinate a essere fucilate, dal 1° febbraio prossimo, con l’unica motivazione che si cibano di animali (lepri e fagiani) sui quali i cacciatori vogliono essere gli unici a detenere il diritto di vita e di morte.

 

Nelle scorse settimane c’è stato un forte coinvolgimento dei soci LAV, che hanno aderito in massa a una campagna di sensibilizzazione nei confronti di politici e funzionari della Provincia di Rovigo (in pochi giorni sono state inviate più di 5.000 e-mail!). Grazie a questa mobilitazione, la vicenda ha avuto attenzione da parte degli organi d’informazione locali e nazionali (un servizio è stato trasmesso anche dal TG1 Rai) e la LAV ha chiesto un incontro con l’Assessore provinciale alla caccia di Rovigo. Nel corso di tale riunione, l’Assessore si è reso disponibile alla valutazione di un Piano di contenimento numerico della volpe, alternativo a quello deliberato dalla Provincia, che non preveda l’uccisione di animali.

 

Subito dopo la riunione, la sede locale LAV ha contattato un tecnico faunista di Rovigo, molto esperto in materia e in collaborazione ha redatto un Piano che prevede quattro punti di intervento per il contenimento numerico delle volpi:

  1. recinzione di difesa passiva da predatori, per tutti gli allevamenti avicunicoli e di bassa corte presenti sul territorio
  2. studio scientifico della densità relativa della popolazione di volpe e quantificazione dell’andamento delle popolazioni di specie preda (lepre e fagiano)
  3. stabilire, dopo aver soddisfatto le precedenti condizioni, le misure di controllo di tipo ecologico precedentemente elencate
  4. solo dopo la verifica dell’inefficacia dei punti precedentemente elencati, pianificare metodi di contenimento numerico della volpe che, in via sperimentale, consistono nella cattura, sterilizzazione e successivo rilascio di individui adulti.

Il 10 gennaio scorso la LAV e il tecnico faunista, hanno incontrato di nuovo l’Assessore e i funzionari dell’Ufficio caccia della Provincia di Rovigo sottoponendo loro il piano alternativo riscontrando un "avvicinamento" delle posizioni della Provincia alle nostre proposte. Resta, però, il fatto che l’Assessore non vuole escludere a priori il ricorso ai cacciatori, dopo aver verificato l’eventuale inefficacia dei metodi da noi proposti.

Purtroppo la legge nazionale lo consente; purtroppo sulla nostra battaglia pesa gravemente l’aver perso il ricorso proposto dalla LAV al TAR del Veneto per l’annullamento del Piano provinciale, ma, in linea con le nostre campagne e il nostro impegno, noi non ci arrendiamo!

 

In questi giorni i cacciatori stanno esercitando una forte pressione mediatica perché vorrebbero ampliare ancor di più i limiti temporali e numerici per l’uccisione delle volpi, dal canto nostro abbiamo già presentato un ricorso al Consiglio di Stato per l’annullamento del Piano provinciale e nei prossimi giorni ci incontreremo di nuovo con l’Assessorato alla caccia per esperire l’ultimo tentativo di bloccare la condanna a morte delle volpi.

 

Entro qualche settimana speriamo di poterti dare la buona notizia della sospensione del Piano che prevede l’abbattimento delle volpi.

 

Grazie per il tuo supporto alle campagne LAV.

 

Massimo Vitturi

Resp. LAV Settore caccia-fauna selvatica

 

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